Il ruolo dei reni nel nostro metabolismo

by / sabato, 30 Settembre 2017 / Published in Blog

Nell’antichità si pensava che i reni costituissero semplicemente dei filtri per il nostro corpo, invece nel tempo, attraverso numerosi studi, si è arrivati alla conclusione che non solo permettono al sangue di essere filitrato, ma esso, sempre attraverso i reni, porta ossigeno e nutrienti ai vari tessuti e partecipa agli scambi metabolici con le cellule renali.

I reni ricevono mediamente 1 litro di sangue al minuto e producono 1,6 – 1,8 litri di urina al giorno, nell’adulto, attraverso processi complessi, quali:

molecola1– Filtrazione glomerulare
– Riassorbimento tubulare
– Secrezione tubulare

Ripartiamo dal principio

I reni si posizionano all’altezza delle ultime vertebre toraciche e delle prime lombari, sono due organi a forma di fagiolo, simmetrici fra loro e con una colorazione tipica rosso scuro.

Come anticipato poco fa, essi provvedono a numerose funzioni:

1) Svolgono la nota attività filtrante per consentire l’eliminazione delle sostanze estranee e delle tossine.
2) Regolano gli equilibri idro-salini del nostro corpo e il pH del sangue.
3) A livello renale viene prodotto l’ormone che favorisce la formazione dei globuli rossi, ossia l’eritropoietina e anche la renina, un altro ormone fondamentale per il bilancio del sodio all’interno dell’organismo.

L’anatomia dei reni

Ogni rene è costituito da circa un milione di nefroni, le sue unità funzionali. Ciascun nefrone ha la capacità di filtrare il sangue e di raccogliere il filtrato perché poi possa essere espulso, infatti ognuno possiede una zona vascolare, nella quale scorre il sangue da filtrare, ed una porzione tubulare in cui si raccoglie il filtrato. La parte vascolare è formata dalla arteriola afferente, che si dirama, come un gomitolo, in una fitta rete di capillari chiamata glomerulo; in questa sede avviene la cosiddetta filtrazione glomerulare.

Dopo essere passato dall’arteriola afferente al glomerulo, il sangue confluisce in un altro vaso, chiamato arteriola efferente. A differenza di quanto avviene nel resto del circolo sanguigno, i capillari renali danno origine ad arteriole e non a venule, poiché nel glomerulo non si ha un passaggio da sangue arterioso a sangue venoso, ma una semplice “setacciatura”.

All’esterno del glomerulo, il sangue filtrato viene raccolto in una struttura chiamata capsula di Bowman, da cui origina una serie di tubuli che confluiranno poi in un unico tubulo che permetterà il passaggio dell’urina dai reni all’uretere e quindi alla vescica.

L’insufficienza renale

Quando i reni faticano ad adempire alle loro funzioni si entra in una condizione detta di insufficienza renale, che può essere sia acuta che cronica. Le cause determinanti questo stato sono numerose e richiedono indagini approfondite per la loro corretta identificazione.

In caso di insufficienza renale il corpo non riuscirebbe a smaltire le sostanze di rifiuto provocando un conseguente loro accumulo.

Questo comporterebbe uno squilibrio della regolazione idro-salina e un’alterazione dei livelli di alcune sostanze nel sangue, arrivando a creare una certa tossicità.

Come reagisce il metabolismo a questa condizione?

Se il nostro sistema di filtraggio faticasse a funzionare, si comprometterebbe la nostra capacità di assimilare nella maniera corretta le proteine e altri nutrienti, si altererebbe il pH del sangue (acidificandosi). Come reazione a catena l’intero benessere del nostro corpo sarebbe compromesso.

In caso di insufficienza renale è fondamentale gestire in maniera molto mirata e accorta l’alimentazione:

L’apporto giornaliero di proteine andrebbe calcolato precisamente in base alla condizione medica, al peso, all’altezza e se necessario anche ad altri fattori che intervengono anch’essi nella digestione e nell’assimilazione dei nutrienti (flora batterica intestinale, situazione gastrica ad esempio). Inoltre è necessario suddividere la quantità di proteine giornaliere in più pasti nell’arco della giornata per non sovraccaricare i reni.

Anche la quantità di acqua introdotta deve essere calcolata in maniera precisa.

A seconda dello stato clinico dei reni bisogna fare attenzione al contenuto di alcuni elementi epotassio1 composti nei vari cibi, soprattutto potassio, sodio, calcio ed ossalati. Bisogna quindi istruirsi nello specifico sulla composizione di ogni tipo di alimento, dalla frutta alla verdura, dal pesce alla carne, dai formaggi alla frutta secca.

E’ importante per altro risanare la flora batterica intestinale, nel caso in cui essa fosse alterata, attraverso l’ausilio di probiotici e prebiotici.

Come mantenere in salute i nostri reni?

Anche in condizioni sane e ottimali è importante seguire certe indicazioni per assicurare al nostro organismo una perfetta capacità renale.

E’ possibile prevenire patologie legate a tali organi seguendo uno stile di vita corretto: bere sempre molta acqua aiuta la nostra capacità filtrante ad eliminare le sostanze di scarto e le tossine, prediligere cibi naturali, poco lavorati industrialmente e di buona qualità permette al corpo di non sbilanciare l’apporto di carboidrati e assicura un’assimilazione corretta delle proteine senza introdurre eccessive quantità di scarto.

integratori palline 1Coprire le carenze nutrizionali specifiche che caratterizzano il nostro corpo per evitare ogni sorta di blocco o rallentamento di alcune reazioni metaboliche.

Nello specifico è fondamentale l’apporto di vitamine del complesso B e di aminoacidi per assicurare la giusta produzione di energia e metabolizzazione delle proteine.

Non meno importante è il ruolo della vitamina D, che interviene nel metabolismo del calcio, nella regolazione dell’espressione genica, nella produzione di energia e nel rafforzare le difese immunitarie.

Cura ut valeas!

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista
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Fonti:

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/0002934363900846
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0074769608626947

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