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Questa è una delle testimonianze della dott.ssa Biologa Nutrizionista Francesca Marcon, membro del comitato scientifico di E.I.Nu.M. che applica i principi della Medicina Nutrizionale e Metabolomica nella sua professione.

F. venne da me per un motivo per preciso: era molto anemica e per questo i medici le avevano consigliato un’integrazione di ferro, ma purtroppo il livello di emoglobina faticava a salire. F. doveva infatti subire un’operazione di rimozione di 2 miomi uterini, e per questo doveva avere il livello di emoglobina entro un certo limite: aveva anche già fatto un’iniezione di ormoni per fermare il normale ciclo mestruale, per cui il fatto che l’emoglobina non aumentasse faceva presupporre che ci fosse anche un problema di assorbimento.


I medici avevano avvisato F. che nel caso il livello non fosse salito l’operazione era a rischio, per cui sarebbe stata rinviata. La incoraggiarono pertanto a verificare anche la parte nutrizionale per capire se si poteva agire anche da quel punto di vista. Lei era determinata a prendere in mano la situazione, anche perché gli effetti collaterali dell’iniezione erano particolarmente fastidiosi, e solo l’idea di doverla ripetere a causa del rinvio dell’operazione e della concomitante cessazione dell’effetto la faceva star male.


F. quindi mi disse che doveva assolutamente fare qualcosa, e sperava tanto che il cibo e gli integratori appropriati avrebbero favorito il tutto. La rassicurai e le dissi che in base ai dati che di lì a poco mi avrebbe fornito avrei valutato cosa fosse meglio fare.
Non ci volle molto per capire che la situazione poteva decisamente migliorare: F. mangiava infatti troppi carboidrati e zuccheri semplici, che avevano causato un’alterazione del microbiota intestinale e di conseguenza anche del corretto assorbimento dei nutrienti, incluso il ferro. Sapevo quindi che avrei dovuto indirizzarmi proprio all’intestino, e spiegai a F. cosa avremmo fatto.
Le dissi quindi che per sistemare l’assorbimento avremmo dovuto ridurre i carboidrati, togliere gli zuccheri e mettere in proporzione qualche pasto di verdure e grassi e qualche pasto di proteine in più. Le specificai quali cibi contenessero più ferro e la invitai pertanto a prediligerne il consumo. Dal punto di vista dell’integrazione le consigliai un multivitaminico, della vitamina C per aiutare l’assorbimento del ferro dalle fonti vegetali, glutammina e probiotici per sistemare l’intestino e infine vitamina D.


Nei giorni successivi al nostro incontro F. trovò un pò di difficoltà nel cambiare la sua alimentazione, ma si impegnò molto. La fase di riparazione che le avevo illustrato non fu poi così pesante in quanto il corpo stava iniziando ad assorbire meglio i nutrienti, incluso il ferro: in poco meno di un mese l’emoglobina era passata da 95 g/L a 114 g/L . F. quindi aveva iniziato ad essere più energica, e anche gli altri indicatori del suo stato di salute erano molto buoni.

In prossimità dell’operazione il livello di emoglobina era giusto entro il limite di 120 g/L: F. poté quindi essere operata, e nonostante qualche complicazione durante l’intervento non servì neppure una trasfusione.
Ad oggi F. sta bene, non si sente più stanca e avendo visto il veloce recupero post operatorio, ha deciso di continuare a seguire questo tipo di alimentazione, perchè ne ha capito l’importanza per la sua salute e quella della sua famiglia.”

Dott.sa Francesca Marcon