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Questa è una delle testimonianze della dott.ssa Biologa Nutrizionista Francesca Marcon, membro del comitato scientifico di E.I.Nu.M. che applica i principi della Medicina Nutrizionale e Metabolomica nella sua professione.

“L. quando venne da me stava cercando di risolvere un problema da molto tempo: da anni ogni tanto si svegliava al mattino con il mal di testa e vomitava tutto il giorno, e ultimamente invece non vomitava più ma aveva comunque il senso di nausea e un cerchio alla testa molto intenso. 
Negli ultimi mesi, mi disse, complice anche il lavoro stressante, il mal di testa era più frequente, e si concentrava specialmente nei giorni in cui era a riposo dal lavoro, per cui fondamentalmente non riusciva mai a riposarsi. Mi disse che aveva fatto visite specialistiche, e avevano escluso che questa condizione fosse dovuta a uno squilibrio ormonale. Il suo medico le aveva detto perciò che era dovuto a troppo stress lavorativo e che avrebbe anche dovuto rivedere l’alimentazione. Le disse che molto probabilmente bilanciando alimentazione e stile di vita sarebbe riuscita a migliorare la situazione.

Il lavoro stressante e l’arrivo della menopausa la facevano sentire “quasi da rottamare”. 

Accusava stanchezza alle gambe dato che stava prevalentemente in piedi a lavoro, e si sentiva a disagio per le vampate dovute alla fase della menopausa.
Ad ogni modo voleva capire se migliorando lo stile di vita e l’alimentazione poteva fare qualcosa a riguardo.

Mi confidò anche che era nonna di 2 bellissime bambine, e purtroppo a causa di tutti questi piccoli disturbi non riusciva a fare la nonna “come voleva lei”, ovvero giocare con le bambine, cucinare assieme, ecc.

Mi feci dare ulteriori dettagli sulla sua vita lavorativa, e mi disse che il suo era un lavoro a turno, non si trovava bene nel posto in cui lavorava, ma, che come tutti, aveva bisogno di lavorare, per cui si accontentava e in qualche modo andava avanti.

Dopo aver fatto le diverse domande e visto che L. aveva un metabolismo proteico, le chiesi anche cosa mangiasse, e qui capii all’istante cosa c’era che non andava. Praticamente i dolci la facevano da padrone, perchè nei momenti di stanchezza “la tiravano su” e il pane e i prodotti da forno erano anch’essi molto presenti per una questione di comodità: panino al volo al rientro tardi dal lavoro, tramezzino di corsa,.. mentre le proteine, ad esclusione del formaggio (perché comodo), erano molto carenti.

Per un metabolismo proteico questo stile di alimentazione era in apparenza utile poiché forniva grande quantità di energia immediata ma deleterio poiché avviava un processo di richiesta di zuccheri sempre maggiore per mantenere quei livelli energetici.
Bisognava interrompere questo sistema alimentare e fornire al suo corpo cibo a combustione più lenta come appunto le proteine.

Come prima cosa le spiegai i diversi tipi di metabolismo, facendole capire come il suo metabolismo funzionasse meglio con più proteine e grassi e pochi carboidrati: e in quel momento lei si illuminò e mi disse che praticamente era tutto l’opposto di quanto stesse facendo. Le confermai che era proprio così, e quindi le dissi che il mal di testa nei giorni di riposo era molto probabilmente il tentativo del suo corpo di riparare i tessuti, ma non avendo a disposizione gli aminoacidi e i nutrienti per potersi ricostruire praticamente era entrata in una sorta di circolo vizioso.

Detto questo quindi le aumentai i pasti proteici cercando di darle combinazioni di alimenti che fossero adatti al suo metabolismo e che fossero anche rapidi da preparare dati i suoi ritmi lavorativi.
Come vitamine puntai su un multivitaminico, una buona dose di vitamina C, calcio, magnesio e vitamina D e dei sali minerali, viste le vampate frequenti e la stagione estiva alle porte.

La sfida più grande che ho dovuto affrontare con L. fu la riduzione graduale dei carboidrati.
Dato il lavoro estremamente impegnativo a livello energetico e degli anni in cui era andata avanti ad alimentarsi in questo modo non potevo ridurre drasticamente i carboidrati. Se l’avessi fatto le fasi di riparazione del metabolismo sarebbero state troppo intense. Quindi le consigliai dei carboidrati più sani e con minore impatto glicemico e li riducemmo in modo graduale.

Nelle settimane che seguirono L. passò attraverso una fase di riparazione con intensa stanchezza, fame e a volte sonnolenza. L’avevo avvisata molto bene che avrebbe potuto sentirsi più stanca, e che se fosse successo avrebbe potuto aumentare la quantità della vitamina C per agevolare la fase di riparazione.
Lei mi disse che era abituata a stare male, per cui se c’era da affrontare una fase di riparazione ce l’avrebbe messa tutta.

Il mal di testa continuava ad esserci, ma stava riducendo la frequenza degli episodi. Dopo una decina di giorni sparirono la stanchezza e il dolore che accusava alle gambe.

Dopo 1 mese L. mi disse che si sentiva meglio, a volte quando si alzava al mattino aveva un cerchio alla testa, ma dopo mangiato passava. Il mal di testa forte che le causava nausea invece lo ebbe solo un giorno. Come alimentazione mi disse che si trovava molto bene, aveva eliminato la pasta e si sentiva molto meglio, aveva perso anche 2 kg senza averlo come obiettivo.
Quando il corpo riceve il nutrimento corretto e diminuisce gli sbalzi glicemici il dimagrimento avviene come conseguenza.

Nei mesi a seguire L. migliorò sempre di più: il mal di testa, la nausea, la stanchezza alle gambe divennero un ricordo. L. inoltre si licenziò e trovò subito un altro lavoro, che la rendeva più felice e la faceva vivere più serenamente. Ad oggi L. sta bene, è una donna in gamba che lavora, fa la moglie, la mamma e anche la nonna come voleva lei.”

Dott.sa Francesca Marcon