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Questa è una delle testimonianze della dott.ssa Biologa Nutrizionista Francesca Marcon, membro del comitato scientifico di E.I.Nu.M. che applica i principi della Medicina Nutrizionale e Metabolomica nella sua professione.

La prima volta che vidi L. pensai subito che era una donna che si dava molto da fare. Infatti L. lavorava molto, anche nel weekend, e oramai si era resa conto che pensava sempre al lavoro e che si stava trascurando. Mi disse che qualche tempo prima aveva visto una sua amica, la quale era cambiata molto sia fisicamente che mentalmente: era infatti radiosa, ottimista e piena di nuovi progetti.  Le chiese cosa avesse fatto e lei le diede il mio numero.

L., come molte altre donne, arrivava a casa tardi la sera, mangiava tardi, velocemente e in maniera disordinata e si sentiva continuamente gonfia e stanca. Si sentiva un po’ come un criceto dentro la ruota: lavoro-casa-lavoro-casa, e niente più. 

Aveva dunque deciso di riprendere in mano il controllo della sua vita, per cui voleva perdere peso e sgonfiarsi, ma principalmente -mi disse- voleva imparare a prendersi cura della sua nutrizione.

Al mattino infatti si svegliava già stanca e ogni domenica aveva mal di testa. Questa non era di certo la vita che voleva continuare a vivere: era giunto il momento di cambiare.

Vista la routine di L. cambiare le sue abitudini non sarebbe stato facile, ma c’era sufficiente determinazione da parte sua per farlo

Quando le chiesi più informazioni sulla sua vita mi raccontò del suo lavoro di ufficio, ma anche dei suoi progetti futuri, che ora non si sentiva in grado di affrontare, ma a cui aveva ancora speranza di potersi dedicare. 

La sua alimentazione al mattino consisteva in caffelatte con biscotti o brioche, a pranzo un secondo e verdura, e per cena il menù prevedeva pasti veloci come un panino o latte e cereali o semplicemente la prima cosa che trovava in frigo. L’acqua che beveva, inoltre, era veramente poca.
La cosa delicata era che seguiva questo ritmo da anni e sapevo che alterarlo per portarlo ad un regime più sano le avrebbe creato delle intense fasi di riparazioni e un immediato peggioramento. 

La difficoltà maggiore nel suo caso era dosare veramente bene l’alimentazione e l’apporto di nutrienti con l’uso di integrazione, per modulare le fasi di riparazione del metabolismo. Più lungo è il periodo di disequilibrio alimentare più ci sono fasi di riparazione da monitorare quando si inizia il percorso. 

Per prima cosa quindi cominciai a mettere ordine nella colazione, togliendo gli zuccheri, e visto che mi disse che le piaceva cucinare, le proposi di farsi qualche biscotto o torta fatta in casa con farine a basso impatto glicemico e senza zucchero. 
Il pranzo non necessitava di grandi interventi, mentre per la cena le consigliai cibi veloci ma sani, come ad esempio l’uso delle uova, che gran parte delle persone ignorano, ma che sono un pasto nutriente e soprattutto rapido da fare.
Le dissi inoltre che doveva raddoppiare l’apporto di acqua istantaneamente.

Oltre a cambiare l’alimentazione le diedi anche un multivitaminico, un integratore per favorire il metabolismo di zuccheri e grassi e magnesio con calcio e vitamina D.  

Le spiegai inoltre che avrebbe passato una fase di riparazione, e che quindi molto probabilmente per un periodo avrebbe potuto sentirsi più stanca, affamata e avere più mal di testa di quello che aveva ora. Visto il livello di stress temevo infatti che questi sintomi fossero abbastanza accentuati, per cui le raccomandai che nel caso la fase fosse stata troppo intensa avrebbe dovuto contattarmi.
Quando le dissi questo inizialmente si sentì spiazzata perchè lei voleva subito i risultati della sua amica e non voleva avere il rischio di aumentare il mal di testa che in realtà voleva eliminare. 

Durante la spiegazione però comprese bene il funzionamento della riparazione metabolica e decise di affrontarla.
L. iniziò questo nuovo percorso.

Il primo periodo fu difficile in termini fisici tanto che per la prima volta dopo anni è stata costretta, mi disse, a organizzazione le sue giornate lavorative.
Quando le sentii vedendo la sua determinazione anzichè modulare alimentazione e integrazione le proposi di ridurre il tempo di lavoro e aumentare le ore per il riposo.

La reazione maggiore era una sonnolenza importante e il maggior bisogno di riposo.
Non riusciva ad avere la stessa energia solita poiché i livelli di adrenalina si abbassarono e si avviò in fretta la fase di riparazione metabolica che usava i nutrienti sani per riparare il metabolismo a scapito della produzione di energia.
Seguì il mio consiglio e riorganizzò la sua vita.

Già dopo 15 giorni iniziò a  sentirne i primi benefici. Al primo controllo infatti mi disse che la cosa più bella era che non aveva difficoltà nel mangiare quanto le avevo consigliato,  lo trovava molto comodo e anche il fatto che non dovesse pesare gli alimenti era di grande aiuto.

Mi disse che il primo periodo aveva assecondato il suo corpo e seguito le indicazioni alla lettera nonostante quello che sarebbe emerso. Le dissi di procedere con il percorso e fissai un appuntamento di controllo dopo 3 mesi.


Quando la rividi  a stento la riconobbi: aveva infatti perso 18 kg e, come mi disse poi, senza neppure tanta fatica. Il mal di testa e la carenza di energia erano gradualmente scomparsi e si sentiva molto energica.

Le cose che mi colpirono di più però furono la luce nei suoi occhi e l’energia che trasmetteva che si percepivano molto di più dei cambiamenti del corpo. Mi disse che anche i suoi amici avevano visto il cambiamento e ora stava finalmente realizzando i progetti di cui mi aveva parlato. Era felice, e io con lei.”

Dott.sa Francesca Marcon