L’enzima dell’immortalità. Perchè invecchiamo?

da / domenica, 15 giugno 2014 / Pubblicato in Blog
Il 2009 è stato un anno difficile, ma si è concluso con un evento che a mio parere non ha ricevuto la dovuta importanza ed è forse il miglior messaggio per il futuro e per cominciare con ottimismo il 2010.
Nel dicembre del 2009 c’è stata, come ogni anno, la cerimonia del Premio Nobel.
Il premio ricevuto dal presidente americano Barack Obama ha però catturato i riflettori e oscurato gli altri premi.
Infatti il premio Nobel per la medicina di quell’anno è una delle più importanti scoperte della scienza moderna!
I 3 scienziati che hanno condiviso il premio hanno risolto uno dei più grandi misteri della biologia sulla copia e protezione dei cromosomi.
In parole semplici, questa scoperta ci permette di approfondire il funzionamento del DNA e di capire i meccanismi che causano le malattie, la degradazione e l’invecchiamento.

Perchè invecchiamo

Dal momento del concepimento, ogni corpo umano comincia un cammino nel tempo che porta all’invecchiamento e infine alla morte.
Le nostre cellule non restano le stesse durante le nostre vite.
Per la maggior parte infatti si dividono e sostituiscono quelle danneggiate.
La frequenza delle divisioni e le sostituzioni variano da organo a organo, ed entrambe non possono verificarsi all’infinito, chiaramente c’è un limite.
Nel 1961, Leonard Hayflick ha determinato che le nostre cellule hanno un limite specifico di divisioni che possono compiere: questo numero è chiamato il “Limite di Hayflick”, e determina la durata della nostra vita.
In ogni divisione le nostre cellule invecchiano e si avvicinano ai loro limiti.
Le cellule della pelle di un bambino, per esempio,possono moltiplicarsi anche 80-90 volte, mentre quelle di un adulto di 70 anni possono proliferare 20-30 volte.
Perché dopo ogni divisione cellulare le nostre cellule non sono identiche a quelle da cui hanno avuto origine, ma sono più vecchie e più soggette ad ammalarsi e morire?
La ragione per cui accade questo è la selezione naturale.
Questa diversità è infatti necessaria nel corso della vita per permettere alle specie di adattarsi ai cambiamenti e di migliorare le probabilità di sopravvivenza.
Ad ogni generazione sopravvivono di più gli organismi che sono più adatti a certe condizioni.

I telomeri

telomeroIl meccanismo che regola il graduale invecchiamento delle nostre cellule è situato alle estremità dei cromosomi (parte arancione, vedi figura), che sono chiamate telomeri, dalle parole télos (fine) e méros (parte).
Ogni telomero, al concepimento, è lungo 15000 unità (basi).
Ad ogni divisione una parte di questi pezzi non viene copiata, così la lunghezza del telomero a poco a poco diminuisce: i telomeri, quindi, diventano più piccoli, finché la cellula perde la capacità di dividersi e muore.
I nostri cromosomi ad ogni moltiplicazione perdono un pezzo, come l’esempio dell’uomo che sta in piedi sopra il muro che sta costruendo.
La maggioranza delle unità è persa durante il periodo embrionico.
Alla nascita la lunghezza dei telomeri è già ridotta di 10000 unità.
Durante le nostre vite, visto che le cellule si dividono, la lunghezza dei telomeri continua a diminuire, e quando arriva a 5000 unità sopraggiunge la morte.
I telomeri sono un meccanismo di protezione e promuovono la stabilità del DNA.
Proteggerli è un punto centrale nella sfida contro l’invecchiamento.
La riduzione della lunghezza dei telomeri emerge come fattore predittivo per lo sviluppo di malattie e il decorso di alcune di queste, incluso il cancro.

L’enzima dell’immortalità

Nel nostro corpo, tuttavia, c’è un enzima che inibisce l’accorciamento dei cromosomi: la telomerasi.
I telomeri sono creati e mantenuti da questo enzima, che è soprannominato “l’enzima dell’immortalità” proprio a causa del suo ruolo nell’invecchiamento cellulare e nel cancro.
La telomerasi allunga i telomeri, rallenta ed è probabile che inibisca l’invecchiamento cellulare.
Proprio per verificare questo, gli scienziati che lavorano nel campo della biologia molecolare studiano per trovare delle sostanze che attivino la telomerasi.
Sono già in corso i primi studi pilota sugli umani, che vengono trattati con una particolare sostanza che sembra attivare l’enzima.
Gli sviluppi nella biologia molecolare nel futuro prossimo si prospettano impressionanti.
Recenti studi hanno dimostrato che fattori di rischio associati con il nostro stile di vita influenzano negativamente l’attività della telomerasi.
Cambiamenti nel nostro stile di vita aumentano enormemente l’attività di questo enzima e rafforzano i meccanismi correttivi nelle cellule umane.
Fattori che attivano la telomerasi:
• Mantenere bassi livelli di omocisteina (il test mostra l’estensione dello stress ossidativo)
• La vitamina C
• L’esercizio fisico
• La superossido dismutasi (SOD) ,un enzima che è un forte antiossidante naturale e viene prodotto all’interno delle nostre cellule.
Tramite l’ampia applicazione di sostanze che migliorano l’attività della telomerasi, questi fattori e uno stile di vita naturale sono passi importanti per raggiungere una salute ottimale.
Alla vostra salute!

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Fonti:

Νobelprize.org
Los Angeles Times
The Lancet
American Heart Association / Circulation
Sciencedaily.gr

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One Response to “L’enzima dell’immortalità. Perchè invecchiamo?”

  1. Marco says : Rispondi

    Se l’uomo dovesse raggiungere l’immortalità…moriremo tutti.

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