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Questa è una delle testimonianze della dott.ssa Biologa Nutrizionista Francesca Marcon, membro del comitato scientifico di E.I.Nu.M. che applica i principi della Medicina Nutrizionale e Metabolomica nella sua professione.

“L. venne da me perchè da molto tempo soffriva di problemi di stomaco. Aveva avuto un’ulcera già all’età di 18 anni e ora, che ne aveva 70, la diagnosi dell’ultima gastroscopia era di esofagite,  gastropatia e bulboduodenite erosive. L. però non accusava bruciore, ma aveva difficoltà a deglutire e da mesi.
Mi disse che sentiva un dolore al torace, come una lama che la trapassava dallo sterno alle scapole, rendendole difficile sia mangiare, che respirare e dormire.

Da anni assumeva un inibitore di pompa protonica ma purtroppo la situazione non sembrava migliorare. In aggiunta a questi disturbi L. era cardiopatica, soffriva di ipertensione e di insonnia, per cui i medici si erano visti costretti a prescriverle diversi farmaci. 

Mentre mi parlava riuscivo a percepire la sua sofferenza e le sue ormai deboli speranze di poter alleviare questa situazione: mi disse che le aveva parlato di me una sua amica, mia paziente, e che si era convinta a contattarmi.

Le dissi che data la situazione difficile non potevo garantirle un beneficio sicuro ma che potevamo osservare la sua situazione. Potevo capire se anche dal lato della nutrizione c’era qualcosa che si poteva fare per riportare il metabolismo al suo equilibrio migliore.

Le feci domande per capire la situazione e la sua vita. Mi raccontò allora ciò che la preoccupava, mi confidò i suoi  pensieri, e mentre lo faceva sentivo che si stava liberando di un pò di peso che da troppo tempo gravava sulle sue spalle. Capii che lo stomaco era solo la punta dell’iceberg, e che avrei dovuto lavorare con l’alimentazione anche sulla gestione dello stress.

Le feci il questionario alimentare, e vidi che non mangiava male, a parte qualche gelato e il pane ogni giorno.  La cosa però a cui prestai più attenzione fu il fatto che non mangiava molto vario a causa della pesantezza allo stomaco e alle difficoltà digestive: dovevo prestare più attenzione a consigliarle dei cibi molto semplici da digerire.

Studiai allora un nuovo piano alimentare: le consigliai più pasti di verdure cotte e pasti di pesce, e  le ridussi la carne e il formaggio. Puntai molto sull’integrazione alimentare: multivitaminico, enzimi digestivi, vitamina E , glutammina e mi feci consigliare anche da un erborista per qualche tisana e pianta officinale per lo stomaco. Vista l’insonnia e lo stress le diedi magnesio e melatonina: doveva assolutamente riposare di più. 

Dovetti avvisarla che sarebbero sopraggiunte le fasi di riparazione del metabolismo.
Agendo con la nutrizione e l’integrazione si sarebbero attivate queste fasi fisiologiche.
Dato il livello di scoraggiamento con cui era arrivata da me sapevo che il potenziale peggioramento iniziale dovuto alle fasi le poteva far abbandonare il percorso.
Mi sono assicurata che le fossero chiare e che sapesse che nel caso avesse avuto un peggioramento potevamo modulare il percorso nutrizionale.
Sono sincera alla fine della spiegazione non ero così certa se avrebbe seguito fino in fondo.  

Dopo una ventina di giorni infatti mi disse che la pesantezza allo stomaco era ancora presente. Mi aveva contattato, questo era un buon segno, voleva capire se potevamo modulare qualcosa del percorso per avere un miglioramento.
Le aumentai la glutammina e le dissi di persistere.
La fase di riparazione seguente fu un po’ più travagliata a causa di stress familiari, tuttavia i miglioramenti cominciavano gradualmente a mostrarsi: la deglutizione era più semplice,  il dolore sternale era diventato una compressione e non più una “lama”, la digestione era più semplice.

Questi miglioramenti erano l’effetto di riportare il metabolismo a funzionare al meglio e per aver aiutato il suo corpo a sostenere i processi di riparazione dei tessuti grazie al giusto apporto di nutrienti. Un metabolismo più efficiente permetteva anche alle terapie che seguiva di attecchire meglio.

Gradualmente mi disse che questi cambiamenti sul suo modo di mangiare e sull’integrazione diventarono una nuova abitudine e non le pesava affatto seguirli.   

A distanza di 5 mesi, quando rividi L. alla visita di controllo, le  chiesi come andasse con lo stomaco e la deglutizione, e lei mi disse che faceva fatica a ricordarsi com’erano i vecchi dolori e che riusciva a deglutire molto meglio.
Mi disse anche che la soddisfazione maggiore però fu l’invidia delle sue amiche, che l’avevano vista cambiare anche fisicamente (aveva perso ben 12 cm di addome!).

L. è seguita continuamente dalla sua équipe medica e periodicamente fa i suoi controlli, ora però con un metabolismo in equilibrio e che funziona al meglio delle sue possibilità.” 

Dott.sa Francesca Marcon